FOCUSING in Azienda

Focusing: le cose che ogni manager dovrebbe sapere per aumentare
l’attenzione e diminuire l’ansia nelle proprie Risorse Umane.

Oggi la vita e il lavoro ci richiede di diventare sempre più multitasking, i ritmi sono veloci, le
richieste sempre più ambite, la competitività all’ordine del giorno e i competitors ne sanno sempre
una più di te.


In questo contesto, l’ansia e lo stress sono ospiti frequenti.


Il nostro corpo è nato, strutturato e programmato per crearci la miglior sopravvivenza possibile, per
il perseguimento del piacere evitando il dolore, per conservare le energie e mettersi al sicuro: quindi
produce, come è naturale, reazioni chimiche tese a preparare il corpo a combattere, fuggire o congelarsi
(fingersi morto), a seconda del grado di pericolosità percepita
nell’ambiente.


Ovviamente oggi non abbiamo la tigre dai denti a sciabola per la quale siamo cibo, ma forse abbiamo il compagno di
scrivania ostile, il cliente capriccioso, il fornitore ostico, il capo esigente etc…. tutti input che ci
rimandano lo stesso segnale: P E R I C O L O !

Nel vivere uno scenario che presenta elementi oltre la nostra sfera di influenza, serviranno soluzioni che ci permettano di viverli crescendo e attivando le risorse del miglioramento, – non si può
ricoprire il bosco di cuoio perché ci si è feriti passeggiando a piedi nudi, lamentandosi di quanto siano inopportuni i rovi nel bosco; è forse più appropriato e funzionale pensare di
coprirsi i piedi con dei sandali, per potersi addentrare nel bosco e conoscerlo meglio- , accettiamo che abbiamo bisogno di attivare o potenziare le nostre
risorse per far fronte allo stress e all’ansia sul lavoro.


Ecco alcuni punti chiave che un buon Manager dovrebbe conoscere ed usare per avere risorse più
attente, felici e produttive.


Allenando l’attenzione, l’ansia diminuisce.

L’attenzione è sempre nel momento presente, l’ansia attinge da conclusioni riguardo al passato o
congetture relative al futuro. L’attenzione viaggia su un tempo verticale, qui e ora. L’ansia dimora in
una mente agitata che sta già pensando a cosa fare dopo, con la preoccupazione di evitare ciò che è
successo ieri e con il timore di non ottenere gli obiettivi di domani.
Laddove c’è attenzione, l’ansia diminuisce.


La scala Urgente/Importante.
Quando abbiamo alti livelli di stress e sentiamo una pressione immobilizzante vuol dire che ogni
cosa nella nostra agenda è urgente/importante: ma così non si resiste a lungo.
Proviamo a prendere la nostra agenda e a selezionare le incombenze dividendole in 4 categorie:
Urgente, ma non importante.
Importante ma non urgente.
Non importante e non urgente
Urgente e importante.
Con questo nuovo schema, mettiamo in ordine di priorità la to do list. Da notare che in mancanza di una chiara pianificazione delle urgenze e importanze, tutto è confuso e l’ultima cosa richiesta è sempre la più urgente ed importante. Questo provoca un percepito di costante emergenza.


Ci sono due tipi di attenzione: quando e come scegliere?
Ci sono 2 tipi fondamentali di attenzione: quella focalizzata su un oggetto specifico, che tende
pertanto ad escludere tutto il resto, e quella che pur tenendo in primo piano un oggetto, si apre agli
input circostanti, senza tuttavia lasciarsi deviare. Sono entrambi importanti, ma ancora più importante è poter scegliere con discernimento e consapevolezza quando passare da una modalità
all’altra.


Tutte le nostre risorse si trovano nel tempo verticale.
Secondo un recente studio dell’Università di Liegi, le persone mediamente dedicano mentalmente il
43% del loro tempo durante la veglia a pensare al futuro, il 26% al passato e solamente il 15 % al
presente (un 16% è di collocazione temporale incerta). Quindi noi dedichiamo quasi il 70 % della
nostra vita a due dimensioni temporali che semplicemente non esistono. Ma le risposte propositive e
proattive, le idee geniali, la resilienza e altre importanti facoltà si trovano in quel 15% (che scende
al 5% in caso di forti stati di stress).

Focus


Lo stato di flusso è atemporale.

L’esperienza di flusso è stata osservata e studiata in diverse tipologie di lavoro ed attività, per
esempio tra i chirurghi, gli scrittori, gli artisti, gli scienziati, gli atleti ed anche tra persone che
semplicemente giocano a qualcosa (videogiochi, sport di squadra o individuali). In tutte queste
attività si osserva un picco di performance quando essa è eseguita durante uno stato di flusso,
rendendo l’esperienza come “ottimale”, sia per il piacere che proviamo nell’eseguire l’attività. sia
per il risultato che otteniamo.

L’attenzione al pari della consapevolezza è un muscolo.
Così come possiamo migliorare la nostra forma fisica, o modellare i nostri muscoli, attraverso
esercizi fisici regolari, possiamo anche sviluppare lo stato di Mindfulness con pratiche mentali
intenzionali. La Mindfulness consiste in un particolare stato mentale che viene coltivato e
sviluppato attraverso una pratica meditativa chiamata vipassana (dal Sanscrito “Vedere le cose per
come sono”) o insight meditation, i cui effetti sono dimostrati da diversi decenni da numerosi studi
scientifici.


L’àncora del respiro.
Il respiro è sempre nel presente, ossigena il cervello (il maggior consumatore di ossigeno), crea un
surplus di ossigeno che ci da vigore ed energia; per questi motivi, può essere utile sedersi immobili,
chiudere gli occhi e stare con il respiro per 5 minuti all’inizio di ogni sessione di lavoro, al mattino,
dopo le pause, al pomeriggio. Cinque minuti, in silenzio, col respiro. Per ritrovare concentrazione,
focus e contatto col tempo verticale.

Il tempo vale le cose che ci metti dentro


Da non dimenticare che anche le scadenze sono fonte di ansia e stress, pertanto è opportuno
affiancare ai punti citati un completo percorso formativo sul Time Management.


Piccoli passi che possono e dovrebbero essere sviluppati ulteriormente, magari con formazioni
personalizzate, briefing, brainstorming, sharing expertise e monitoraggio sul posto, per sostituire alcune abitudini automatiche che
rendono il lavoro fonte di stress e di stati ansiogeni e disfunzionali.


Ogni grande impresa, inizia con un piccolo gesto.

Gioia Iris Le Piane

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