MHV Mindfulness – HeartfulLness vipassana

Eccomi

From MINDFULNESS to HEARTFULLNESS through VIPASSANA

Ecco in breve i punti che toccheremo con dialoghi, letture, esempi e pratica:

Postura interiore.

I 3 motivi non funzionali alla pratica.

Attitudine che cambia l’esperienza.

Potere di scelta sul dirigere l’Attenzione.

Le 4 Dimore divine: Gioia, Equanimità, Compassione, Gentilezza.

La separazione, l’impermanenza, l’interdipendenza dei fenomeni

Il cuore come trasformatore.

Le 8 vicissitudini del vivere.

Il condizionamento e le mappe mentali.

Giudizio e Discernimento.

La mente e la consapevolezza secondo la visione NON DUAL.

I 5 impedimenti alla presenza.

MOLTA PRATICA:

Samatha – Vipassana – Contemplazioni di NON DUALITA’ – Attivare il centro del CUORE – Metta, la gentilezza amorevole – Il PERDONO – Body Scan – Dolore Fisico – Emozioni Forti – Autosvalutazione e Giudizio.

Origini del titolo del corso

GLI INCONTRI SI TERRANNO OGNI MERCOLEDì SERA DAL 13 GENNAIO AL 31 MARZO, ORE 20.00/21.45, 12 LEZIONI. TRA UNA LEZIONE E L’ALTRA VERRA’ ASSEGNATA UNA PRATICA E UN INVITO ALL’AUTO ESPLORAZIONE (SELF INQUIRY).

CONSIGLIATO UN DIARIO DI BORDO.

Per Info e/o iscrizioni:

irisjoy1972@gmail.com

https://www.facebook.com/irisgioiadevarajani

https://www.instagram.com/iris_gioia_rajani/

ERRATA CORRIGE: IL CORSO INIZIA IL 13 GENNAIO

Cerchi ciò che non hai, porti cio’ che hai

C’è una differenza sottile ma profonda tra cercare l’amore in una relazione e portare l’amore in una relazione.
Quando cerchi l’amore in una relazione sei epicentrico, potresti diventare vittima, mendicante, bisognoso. Entri per prendere. In questo caso, anche quando dai, è un investimento. In realtà stai, con il tuo dare, cercando di costruire qualcosa che ti serve.

I gesti dell’altro vengono spesso riferiti a te, a cosa ti ferisce, a cosa ti manca, a cosa ti completa, a cosa ti inorgoglisce e appaga.. Sei come un bambino, le tue ferite antiche, non viste, non elaborate e non integrate colonizzano il palcoscenico della relazione attuale. Potresti sentirti abbandonato, perché il tuo partner ha altro da fare, potresti sentirti rifiutato se il partner non sente il tuo stesso trasporto sessuale mentre lo senti tu, potresti sentirti tradito se il partner fa una scelta che non ti aspettavi.

Trascuri che una cosa è essere traditi, abbandonati e rifiutati e ben altra è sentirsi così. E non lo metti in dubbio. Il percepito diviene l’unica verità. In quanto bambino è ancora da mamma e papà che vuoi essere visto, accolto, accontentato e coccolato.

Quando entri in relazione per cercare l’amore, sei nel bisogno, costante e sotterraneo di ricevere, altro non ti interessa.

L’altro adempie ad una funzione.

Potresti ritrovarti spesso proiettato in fantasticherie sul futuro o nostalgico per ciò che è stato. Con il concetto del tempo tradisci la vita e la vitalità che è in te solo nell’istante che accogli da sveglio. Tra proiezioni e nostalgie non ti accorgi di ciò che c’è. Tendi a fraintendere e travisare, reagisci (agisci ripetutamente) a qualcosa che nulla o poco ha a che fare con ciò contro cui ti dibatti… un’antica indifferenza, una remota carezza che tanto hai aspettato invano, l’abbraccio di una madre che forse stanca o distratta, non era lì con tutta sè stessa.

Il risultato: non ci sei. NON CI SEI. Non sei lì, insieme a colui o colei che dici di amare. Certamente c’è desiderio, il desiderio dell’AMORE, in realtà. L’altro è una funzione.

Vedersi sempre con occhi nuovi.


Quando porti l’amore in una relazione è segno che hai visto ed elaborato le tue antiche ferite relazionali.

Le tue mani sono aperte, l’abbraccio espande, non chiude. Non stai afferrando niente, non c’è prendere nè dare, tutto è un fluire danzante di doni, anche nel confronto, anche nella discussione, un’apparente conflitto può rivelare un inestimabile tesoro di apertura e crescita. Come portatore di Amore, sei un portale, offri all’altro l’occasione di integrarsi, di tornare intero.

E’ un darsi. Darsi, così come sei. Con l’apertura disponibile all’ascolto, al cambiamento, agli scossoni, ai nuovi equilibri.

Concedi all’altro il dono di essere nuovo rinnovando ogni giorno gli occhi con cui lo guardi. C’è ascolto prima di un abbraccio, nella carezza, nel bacio, e tutto avviene ora, senza una storia pregressa, il gesto e privo di movente e obiettivo.

Poesia, dolcezza, trascendenza, creatività e sensualità ti colgono di sorpresa, inattese. C’è stupore. C’è incanto. È fresco. Niente è costruito o pre confezionato… non ci sono certezze, e se ci fossero sarebbero false, perchè nulla che sia transitorio può essere certo.

La tua certezza sei TU.

Si tratta di un sentire la vita che ti abita ora, con tutto ciò che porta, senza censure o aggiustamenti, con la volontà di crescere nella verità, di qualsiasi colore, forma, consistenza essa sia.

Accade solo se hai consapevolizzato le tue ferite antiche… non è sufficiente averle domate, sedate, educate e controllate, no, no…dovrai abbracciarle e sentirle bene, in coscienza di te, perché come ci insegna il buon Jung, che io amo:

Nessuno si illumina immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l’oscurità. Ciò che non viene fatto consciamente si manifesta nelle nostre vite come destino“.

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La relazione è una via di inestimabile valore.

Che tutti gli esseri possano ricevere il dono di una vera intimità.

Gioia Iris Deva Rajani

Come vivo i tempi del COVID-19

Vita, attraversami….

 

Lo spazio Tantrico è dove sono ora.
Ci sono voluti anni e anni di Neti Neti, prima.
Lascia che ti spieghi….

Neti Neti è letteralmente “né questo, né quello”, una formula Vedantica che riassume la pratica coscienziale basata su distacco e il discernimento: “io non sono le mie emozioni, non sono il mio pensiero, non sono il mio corpo e le sensazioni”. In pratica tutto ciò che nell’esperienza oggettiva ha un inizio e una fine, quindi cambia, non è reale, e non sei Tu.

Molto utile, specie quando sei con-fuso e perso nell’esperienza e le circostanze esterne prendono il potere di colorare e modulare, oscurare ed eclissare la tua autentica natura di SÈ, la tua luce, l’amore che Sei.

E così tu fortifichi la tua stabilità ponendoti sullo sfondo, nel caso di Neti Neti, sei lo sfondo e sei separato, distaccato dall’esperienza fatta di emozioni, sensazioni, percezioni, persone, azioni e relazioni.

La consapevolezza si separa per osservare, e per osservare si separa.

Se questa nuova posizione non viene assoggettata all’Ego – Spirituale – (che ci tiene a rimanere separato, perché solo così esiste), scivolare verso la visione Tantrica è un processo naturale.

Per me, l’approccio Tantrico è subentrato quando mi sono resa conto che questa separazione rischiava di nutrire e ingrandire il Sè Separato, oltre a ciò, i tre centri: intelligenza, cuore e pancia non erano connessi tra di loro.

Ero stabile, ma non gioiosa, non celebrativa, non danzante.

Così ho capito che quello “sfondo”, sicuro, altero e distaccato… poteva pulsare come un cuore Vivo solo divenendo Centro.
Il centro della Vita. Un centro che poi si espande nell’ inclusività di una sfera.

Sì, dallo Sfondo al Centro, dal centro alla Sfera.

Per cui tornare alla vita, a essere i miei pensieri, le mie emozioni e sensazioni, il mio corpo, ad essere l’altro, le mie azioni e relazioni.
Senza più con-fondersi, ma al contrario illuminare e nutrire attraverso le cose più semplici, le azioni più ordinarie, ogni relazione, gesto, parola, decisione, trasmettendo la luce del Sè, il calore e l’amore.

Nell’approccio Tantrico mi avvicino così tanto all’esperienza, la conosco profondamente con tutto il mio essere, tanto da dissolvere qualsiasi separazione, alterità, divisione. Non dico sia sempre facile…. ma è utile ricordare:

Niente può oscurare la Natura di IO SONO, ma questa stessa natura può prendere molteplici forme, sfumature, fragranze, accadimenti, nomi e volti.
Qualsiasi cosa succeda, avviene dentro la Coscienza. E Tu sei Esistenza,  Coscienza, Beatitudine. SAT CHIT ANANDA
Quando lo sai e lo sei, cade ogni resistenza e ogni giudizio.

Neti Neti ha un punto culmine, il Tantra no, perché la vita continua a cambiare e ad evolvere, a presentare nuove ed inaspettate vicissitudini, quindi lasciarle entrare dentro e attraverso facendosi canale di  luce e amore, è una pratica infinita. Oltre che l’essenza di Lila, il gioco.

Il Tantra è la disciplina del  NonRifiuto.
Non respingo…i pensieri, le emozioni, le sensazioni e percezioni, il corpo, le relazioni, insomma la Vita è fatta di Coscienza, se mi separo, sarò frammentato, diventerò rigido e dovrò resistere. Se sento me stesso come uno spazio aperto, sensibile e accogliente, potrò assaggiare il delizioso nettare della Gioia, dell’amicizia col tutto e della fiducia esistenziale.

Essere UNO, cioè sostanza, sorgente e spazio dell’esperienza, include i virus, l’isteria, l’incerto, le persone nel panico, la morte, chi è lontano, la mia casa, il lavoro fermo, i medici e infermieri, i complottisti, e i cospiratori, i capi di stato, i giornalisti, la paura che si respira, la speranza, le candele accese, i canti sul balcone, gli arcobaleni disegnati dai bimbi, le battute ironico-sarcastiche, chi c’è e chi non c’è, e tutte le mie emozioni, pensieri e sensazioni a riguardo.

oggi…. ai tempi del Corona Virus….
Stare fermi e stare da soli è l’occasione perché si riveli chiaramente CHI o COSA siamo veramente, perché dall’incerto emerga ciò che è certo, tra un futuro caotico e un passato lontano, emerga il Presente, dalla mancanza del superfluo, emerga l’essenziale, dalla sofferenza a cui ci arrendiamo emerga la compassione, la solidarietà e l’Amore.
Tutto ciò sta già emergendo.
❤️

Ho fiducia, e la fiducia ha ME.

Gioia Iris Deva Rajani – Pathless Path of Love

 

 

Il diritto di fallire

Quale prigione costruiamo per i nostri figli quando demonizziamo il fallimento, la sconfitta, l’imperfezione?

Nel processo di crescita, apprendimento ed evoluzione, fallire è la cosa migliore che  può succedere per procedere in completezza con tutto te stesso e con la spaziosità di una vera consapevolezza. Con l’energia e la voglia di rischiare e di mettersi in gioco.

L’ansia da prestazione è una forma di attaccamento al risultato, colonizzato da un rifiuto a priori verso il fallimento. Ma non esiste la possibilità di vincere se non include la possibilità di perdere.

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Quando costringiamo chi amiamo a separarsi da una parte naturale di sè: quella che commette errori e che ha bisogno di commetterne per crescere ed evolvere. Si tende a proiettare sugli altri i nostri attaccamenti e condizionamenti.

Nella dimensione del manifesto, la perfezione è composta di polarità e la nostra libertà si trova nello spazio che può includere ogni cosa e il suo contrario. Il giudizio, il vero cancro del nostro tempo, con la sua condanna e rigidità alimenta il gioco del “ho ragione io”, gioco in cui non vi sono vincitori. Ci costringe e imprigiona nella polarità “positiva” e ci rende persone a metà.

Rumi dice: Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c’è un campo. Ti aspetterò laggiù.

Questo è il campo dell’amore, dove comunque ti attendo e ti accolgo, anche se non ottieni il risultato.

Nel momento in cui ci liberiamo dalla paura di fallire, e liberiamo gli altri ritirando le nostre proiezioni ed aspettative, aprendoci ad ogni esito possibile, riacquistiamo la facoltà di essere totali e in pieno possesso delle nostre risorse, dello spirito di gioco e di rischio necessario per vincere.

Lo sappiano i genitori, i professori, i maestri, gli educatori, ed ognuno di noi per sè stesso.

pauraConcediti di sbagliare e sii curioso e nuovo nel tuo procedere, la paura ha funzioni importanti, ma quando è alimentata da giudizi e condizionamenti di perfezione, anziché da un reale pericolo, stronca la gioia, asfissia la curiosità, inaridisce lo spirito di gioco e uccide la capacità di rischiare. Quindi nessuna crescita. Zero evoluzione.

 

Ho fiducia nel cambiamento, e ho fiducia in me nel viverlo e crearlo, per il bene mio e del prossimo.

Gioia Iris Deva Rajani

L’immagine, il custode, l’Essenza.

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L’inconscio si chiama inconscio perché non è disponibile alla coscienza. Si tratta di  qualcosa che è attivo ma di cui non ne conosciamo la natura.

Questo ci sequestra emotivamente e ci impedisce di vivere il presente, il qui e ora, e di disporre dell’energia.

La forza che tiene l’inconscio fuori dal campo di coscienza è costituita in maggior misura dal bisogno dell’Ego (o immagine di noi) di difendersi dagli attacchi del Critico.

Questo ci preclude il contatto con l’Essenza che per sua natura è sempre qui e ora, come il nostro corpo, come il nostro respiro, come la nostra energia.

Ho esperito che quando sono nell’Essenza e dispongo delle risorse essenziali, decade completamente la tendenza a spiegare, a giustificare, a proteggersi, a schermarsi, a mantenere l’egemonia o il controllo, come se l’Essenza avesse questa invincibile forza senza movimento.

Una vulnerabilità inattaccabile.

Una sensazione di pace, amore e verità che fatico a spiegare.

Come detto sopra, c’è sempre una volontà più o meno conscia della persona di identificarsi nel Critico e nell’immagine che il critico tutela, questa è la zona di comfort della persona che anche se di tanto in tanto viene bastonata dal critico, però si sente più al sicuro e non rischia rifiuti o abbandoni (così crede).

La dis-identificazione avviene sempre aumentando una distanza. Serve il spazio.

Per creare questo spazio la prima cosa è prendere contatto con il sentire: la rabbia, la paura, la frustrazione, ciò che sottende un trattamento rigido, privo di attenzione, non accogliente, magari distratto e nei casi più gravi privo di amore e violento.

 

Ci incontriamo Sabato 18 Gennaio alle ore 9.00 per lavorare un po’ insieme su questo.

Gioia Iris Deva Rajani

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Il corpo, un portale.

Il corpo è un portale, e come ogni altra soglia è importante da dove la guardi. Il corpo si ammala, si stressa, si stanca, ingrassa, ha tempeste ormonali, ma ugualmente sente, gode, respira l’aria tersa e frizzante di un mattino di marzo, scala una montagna, fa l’amore, procrea.

Positivo e negativo sono concetti, determinati dalla posizione da cui… guardi il portale. Il corpo è la manifestazione dell’inmanifesto, è mappa, racconta la nostra storia, è testamento dei nostri dolori, campanello dall’allarme, sentinella, tempio o discarica… dipende da come lo usi.

Comunque sia merita attenzione.

Qualsiasi intervento volto al benessere, all’equilibrio psico-emozionale, al recupero delle proprie risorse, alla riscoperta di una pace e fiducia esistenziale, è fallace o non completamente efficace se trascura di occuparsi del corpo.

Il corpo rappresenta il terreno dove affondano le radici del nostro dolore. La mente, quando crea in modo ossessivo ed automatico, rappresenta l’attività di nutrire quelle radici, per far crescere la sofferenza giorno per giorno, creando una realtà esistenziale che ci limita privandoci di visione in prospettiva e attitudine fresca.

Negli anni… strati e strati di dolore emozionale, movimento interrotto, e imprinting si combinano fino a formare la nostra identità, o ciò che crediamo essere, costruendo un castello di convinzioni e credenze chiamate: Mappa della Realtà. Ovviamente, poi la realtà ci rispecchia di conseguenza.

Da un punto di vista olistico l’autoguarigione passa da lì, dal corpo.

Il corpo e il respiro sono portali al presente, al qui e ora. Ogni nostra cellula dai tessuti più solidi (le ossa), a quelli liquidi (sangue, linfa), è costituita per il 99% di acqua, ed è ormai risaputo come l’acqua conservi memoria, e venga informata dalle frequenze del pensiero.

Non sarebbe assurdo quindi ipotizzare che ciò che, ad esempio, ci ha impietrito e spezzato il cuore per un tradimento decadi fa, possa conservare tutt’oggi una traccia nel corpo, una traccia attiva, e che elaborazione ed integrazione di quel vissuto doloroso possano essere fortemente sostenuti da un lavoro sul corpo.

Meditazioni dinamiche, biodanza, yoga fluido, bioenergetica, respiro, sono tutti validissimi strumenti per sostenere un percorso di integrazione ed elaborazione di sè stessi, a tutto tondo, aprendo la porta al presente, al sentire, alla gioia e al piacere.

Naturalmente ad ognuno il suo, cioè la libera scelta e sperimentazione della tecnica che più sente in risonanza. Sempre da uno stato di presenza.

Nel movimento spontaneo e nel piacere di un sentire senza colpa, risiede tutta la vitalità che ci è stata donata, perchè sprecarla?

Gioia Iris Deva Rajani

La Voce dell’Intuizione: come la riconosco?

 

      Ed ecco nuovamente giunto il momento di scrivere. Quel momento in cui l’esperienza diretta si è fatta disagio e apprendimento. Alla fine sono i momenti migliori per un anima in cammino verso sè stessa. Quel cammino paradossale che solo ad intraprenderlo rischi di allontanarti da ciò che stai cercando, ma inevitabile pare.

     Ogni cosa che scrivo è frutto della mia esperienza DIRETTA, quindi ne condivido qui il succo senza pretesa alcuna che sia condivisibile o accettabile, al limite, il mio desiderio è che possa servire, come, quanto e perchè lo lascio al lettore stabilirlo.

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Donna felice, prima… buona madre, quindi.

              In questo video leggo un frammento del libro “L’Arte di Amare” di Eric From dal titolo l’Amore Materno.

        Recenti avvenimenti sincronici mi hanno portato ad integrare ed elaborare  contenuti del mio mondo interiore, come figlia prima e come madre poi… ma soprattutto come donna. Al di là dello spazio duale che si sviluppa tra le polarità giusto e sbagliato, ma con un cuore aperto e compassionevole che abbraccia le dinamiche inevitabili ed ereditarie su cui si sviluppano i nostri caratteri condizionati, è utile riconoscere che esiste un modo salubre di essere Madre e che questo non può svilupparsi senza il sostegno di un’appagamento profondo nell’essere…. Donna.

        Donna felice, peraltro. Donna realizzata. Anima realizzata nel suo incarnato tangibile e biologicamente inevitabile di Donna, colei che genera la vita e la sostiene fin dai primissimi, delicati momenti di vita, genesi e sostegno che affondano radici nell’Essere e solo dopo nel fare, in un fare che viene modulato e tinto dalla realizzazione di un’esistenza di donna appagata.

            Oggi la Donna ha il dovere di coltivare la propria Gioia di vivere, lo deve a se stessa e ad ogni uomo e donna sulla terra che attraverso lei nasce e cresce con i primissimi imprinting di autoregolazione bio relazionale, lo deve quindi al genere umano e alla Terra tutta.

Donna sìì felice. E che l’Uomo possa sostenere questa mission d’essere con l’amore e la protezione che per natura può portarle.

Buona Unione del Maschile e Femminile, perché solo uniti hanno potere e piacere.